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▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌ Premio "Dardos" assegnatomi due volte, da Lillyth e da Fiore. "Il premio Dardos riconosce i valori che ogni blogger dimostra ogni giorno nel suo impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali. In breve, mostra la sua creatività in ogni cosa che fà." ▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌ Premio "Brillante Weblog 2008" assegnatomi da Fabio. Questa la sua motivazione: Ciao David. Vuoi sapere perchè ti ho premiato?? Semplice. Primo, perchè il tuo blog è differente dalla massa. Secondo, i tuoi interventi (a volte un pò strani) sono sempre interessanti e mai banali. Non è un blog che segue le mode e si ascolta della buona musica !! Fabio ☆☆☆☆☆ ▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌ Premio "Brillante WebMWS 2008" assegnatomi tre volte, da Paolo, da Silvia e da †Alone In The Dark†. ▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌ Premio David 2008 assegnatomi da Handy_64. ▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌ Premio "Graficamania" assegnatomi da Alberto con la seguente motivazione: "Ti conferisco il premio perchè, oltre ai contenuti, il tuo blog è molto originale e ben fatto anche come grafica, è piacevole da leggere e non fa venire mal di testa come molti altri!" ▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌▌

Magical Partners

David Chisesi

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Il Magical Mystery Blog nasce con l'intenzione di esternare il mio amore per la musica in primis, ma anche per l'arte contemporanea e per le altre forme d'arte che nascondono una genialità indiscussa.
Non è un blog politico ne tantomeno filo-occultista.
La maggior parte delle immagini-logo cliccabili che troverete quì vi rimanderanno a siti o pagine che mi incuriosiscono, il cui contenuto, però, non per forza ha attinenza con la mia corrente filosofica di vita.
Detto ciò, vi ricordo che questo è un blog libero e totalmente privo di censura.
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▌▌▌▌▌▌▌▌Articolo 21 comma 1 della Costituzione ▌▌▌▌▌▌▌▌

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione.



Пролетарии всех стран, соединяйтесь!
December 11

Addio Maria Elisa.

Cefalù - 8 Dicembre 2008
Queste sono giornate che vorresti non arrivassero mai. Tristezza, rabbia, commozione, incredulità, sconforto, sono emozioni che si sovrappongono, che ti tolgono la voce e che ti fanno riflettere tanto.
Pensi qual'è il senso della vita e ti chiedi perchè si debba morire a 34 anni, perchè basta un solo attimo, magari una fatale distrazione, per privarti di tutto.Te lo chiedi pur sapendo che non ci sono risposte, ma continui a chiedertelo e a richiedertelo. Come se lo staranno chiedendo i migliaia di cefaludesi che in questo momento come me sono davanti al pc a leggere dell'incidente stradale che oggi ci ha portato via Maria Elisa Di Fatta. Se lo staranno chiedendo i suoi familiari e forse anche il suo piccolo bambino, se lo staranno chiedendo tutti gli amici e tutti i musicisti che hanno avuto la fortuna di suonare con e per lei.
Forse solo chi crede riesce a trovare la risposta a questa domanda, ma per me è inconcepibile dare un senso alla morte di Maria Elisa, proprio non ci riesco.

La conoscevo da almeno 15 anni, dai tempi in cui era compagna di classe di mia sorella. Ricordo il suo talento al violino e alla voce, ricordo i concerti che fece con mio padre, ricordo quando suonò al matrimonio di mia sorella e all'anniversario dei miei, ricordo le sue esibizioni nella Chiesa del Purgatorio, ricordo quella sera d'estate del 1994, quando salì sul palco del Nastro d'Argento per presentare il mio gruppo di allora, ricordo quella sera, qualche mese fa, quando ci regalò il suo cd "Made in Sicily" e ricordo quel viaggio in macchina in cui parlammo per un'ora di musica. Ai tempi io ero una "matricola" del Brass Group di Palermo, lei era neo diplomata al conservatorio. Fu una delle conversazioni musicali più belle per me, perchè Maria Elisa già allora e nonostante avesse ancora poche esperienze "importanti" alle spalle, aveva una cultura musicale di tutto rispetto, tale da poter spaziare dal jazz a considerazioni su Beethoven ma anche sui Queen o sui classici del pop-rock. Ma soprattutto Maria Elisa (in arte Mara Eli) aveva un dono, quello di sentire la musica dentro, e questo per un'artista è il regalo più bello che la vita possa farti. Era una ragazza semplice ma sicura di se e dei suoi mezzi, doti che insieme al suo talento, l'hanno portata ad un passo dal suo sogno, quello di diventare una cantante affermata. Da poco era stata nominata "Ambasciatrice della Sicilia nel mondo", il suo disco, "Made in Sicily - The songs", aveva già venduto quasi 100.000 copie in Italia, e aveva ricevuto già il disco di platino. Grazie a questo successo aveva cominciato ad esibirsi con musicisti di fama internazionale, portando la musica siciliana (rivisitata impeccabilmente dall'Orchestra Sinfonica del Brass Group) in giro per il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, dove la notte di Natale avrebbe dovuto esibirsi al Rockfeller Center di New York. Ma la cosa a cui teneva di più, e che mi mette una rabbia atroce, era la sua ormai quasi sicura partecipazione al Festival di San Remo, a cui avrebbe partecipato se avesse passato l'ultima selezione ligure di gennaio, con la canzone "Come un angelo" (brano che adesso potrete ascoltare nel suo sito personale  www.maraeli.com ). 
Rabbia e tristezza, e tanti piccoli ricordi insieme a lei, momenti di vita vissuta che in circostanze normali raramente tiri fuori dal cassetto dei ricordi, sono lì perchè li hai vissuti e perchè anche io ho sempre amato la musica.
Ma la vita è imprevedibile, e così, magari ti capita di entrare al bar, come qualche ora fa, di ordinare l'ennesimo caffè della giornata, e sentir parlare di una ragazza di Cefalù che ha perso la vita in un incidente stradale sul famoso ponte circolare che da S. Stefano di Camastra porta a Mistretta, tutti si chiedono chi fosse, finchè da qualcuno appena arrivato non viene pronunciato il nome di Maria Elisa. Corro a telefonare a mio padre che si trovava a S.Stefano e mi dice che da ore stavano osservando col cannocchiale, dal balcone della casa di mio zio, l'incidente frontale che c'era stato non distante da loro, ma ovviamente non potevano sapere chi fossero le persone coinvolte. Scorgevano la polizia, le abulanze, i vigili del fuoco e persino un elicottero atterrato sul ponte. Mio zio aveva anche notato un lenzuolo bianco poggiato per terra, brutto segno avevano pensato...
Ma mai al mondo mio padre si sarebbe immaginato che quel lenzuolo sull'asfalto, copriva il corpo di quella ragazza con cui ha suonato e che ha visto nascere.
La vita ci riserva anche queste terribili coincidenze, quasi a voler rendere ancora più insensata la scomparsa di Maria Elisa.

Non ho davvero nient'altro da dire, voglio solo abbracciare forte i suoi cari e il suo piccolo.
Spero vivamente che domani il nostro sindaco abbia il buonsenso di proclamare il lutto cittadino, perchè Cefalù oggi perde un pezzo fondamentale della sua storia, e credo che noi tutti dobbiamo esserne fieri e orgogliosi di avere avuto una paesana come lei.
 
 
 
October 16

Il Rock è sacro.

COME ANNUNCIATO, HO DECISO DI ELIMINARE QUESTO POST.

LE MOTIVAZIONI STANNO NEL NON ESSERE RIUSCITO AD OTTENERE UN RISULTATO SODDISFACENTE NELL'AMALGAMARE AL MEGLIO I CONTENUTI E LE FOTO DELL'ARTICOLO.

HO RICEVUTO TANTI APPREZZAMENTI PER AVER ESPRESSO IL MIO PUNTO DI VISTA SPIEGANDO PERCHE' SIA FALSA E RIDICOLA LA LEGGENDA CHE "IL ROCK E' LA MUSICA DEL DIAVOLO"; MA HO RICEVUTO ANCHE MOLTE CRITICHE PER LE IMMAGINI CHE HO IRONICAMENTE UTILIZZATO PER SOSTENERE LA MIA TESI. MI RIFERISCO A QUELLE DI RATZINGER IN VERSIONE BLACK-METAL E DI WOJTYLA NELLE VESTI DI UN BLUES-ROCKER.

ANCHE SE RISPETTO I PUNTI DI VISTA DI CHIUNQUE VISITI IL MIO BLOG, NON SONO STATE QUESTE CRITICHE A FARMI PRENDERE LA DECISIONE DI ELIMINARE L'INTERVENTO, SECONDO ME POCO CURATO E NON IN SINTONIA CON L'IMPOSTAZIONE DEL MIO BLOG NEL SUO INSIEME.

NON APPENA SARA' ULTIMATO, PUBBLICHERO' NUOVAMENTE L'ARTICOLO, RIVISTO,CORRETTO E AMPLIATO.

 

September 02

THINK DIFFERENT: VOTE FOR DAVID.

Ebbene si, avete capito bene, mi candido alle prossime elezioni presidenziali negli U.S.A.
Il motivo è semplice: sensibilizzare l'opinione pubblica statunitense su un argomento che mi sta molto a cuore, la libertà di scelta.
Perchè gli americani non possono avere un'alternativa tra Barack Obama e John McCain, tra democratici e repubblicani?
A questa domanda ho risposto dando loro una nuova possibilità di voto, creando il movimento "THINK DIFFERENT" e candidadondomi come presidente alternativo degli Stati Uniti d'America.
 
 
Non aspirando ovviamente alla vittoria il prossimo 4 Novembre, la mia candidatura non può che rappresentare un semplice e plateale atto di provocazione nei confronti della classe dirigente statunitense che da decenni impone ai propri elettori un voto per "il bianco " o per "il nero", trascurando quell'elettorato che non si identifica in nessuno dei due schieramenti.
 
  
 
E' ovvio che mi sono dovuto porre anche un obiettivo per quanto concerne la percentuale di voti da raggiungere.
I sondaggi mi davano inizialmente al 7,4%, fino a quando non ho deciso di estendere la mia campagna elettorale e di "americanizzarla", rendendola dunque più spettacolare, e dando più visibilità al mio volto e alla mia bandiera.
  
 
 
 
 
 
 
  

Come era prevedibile, il mio messaggio è cominciato ad arrivare in ogni angolo degli States, dal Minnesota al Texas, dalla California al South Carolina, dal New Jersey al Connecticut.  Il movimento "THINK DIFFERENT" ha così raggiunto, contro ogni aspettativa iniziale,  quasi il 15% dei consensi, grazie anche al supporto di alcune star della televisione, ma anche di tanta gente comune.

Con grande stupore da parte mia, oggi la mia bandiera è diventata sinonimo di trasgressione per una fetta di società che non si sente omologata alla massa.

  

  

                

Grazie appunto al prezioso e spontaneo aiuto di alcune rinomate "show girls", le mie idee innovative e alternative sono riuscite a conquistare buona parte dell'opinione pubblica, riuscendo a porre al centro dell'attenzione quei valori quasi dimenticati oltreoceano, valori come la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale. Chi pensava che quello americano fosse un popolo stupido e privo di coscienza dovrà ricredersi, poichè il "THINK DIFFERENT" riscuote consensi in ogni fascia sociale, dall'imprenditore della Apple alla commessa dello Starbucks, dal figlio dei fiori al reduce del Vietnam. C'è voglia di cambiare negli U.S.A., c'è voglia di idee nuove, ma soprattutto, c'è voglia di divertirsi più che a pensare ai profitti della guerra.

Popolo americano, è iniziata una nuova era in cui nessuno avrà più la necessità di sparare al proprio vicino per far valere le proprie idee e poter riconquistare la libertà nel quartiere. Buttate pure nel cassonetto le vostre armi, da oggi si combatte con le idee.

                           "War is over"

 "La mente è più forte delle armi"... alla vostra guerra io rispondo con la fantasia.

 

 

          

 

Adesso più che mai la politica italiana dovrà guardare con ammirazione a quella americana. Il modello inglese e il modello tedesco sono ormai superati, che i politici del bel paese se ne rendano conto. La politica nuova ha un solo nome e un solo slogan: "THINK DIFFERENT".      

    

 

 

                       "I have a dream..."

Molti mi chiedono: "E se vieni eletto? Se diventi sul serio Presidente degli Stati Uniti d'America cosa fai?"

Non vorrei deludere molti di voi, ma se venissi eletto di certo non mi suiciderei per poi avere "il merito" di aver ucciso il Presidente degli Stati Uniti! Sapete che farei?    Una cosa più costruttiva. Andrei casa per casa, busserei ad ogni porta e direi loro:        "Amici, aprite gli occhi, adesso potete farlo". 

                           "THINK DIFFERENT"

                   L'unica moda che segue i tuoi sogni.

                                     

                     >>>DAVID'S ELECTION VIDEO<<< 

 

      

  

             +++++++++++++++++++++++++++++++

        SUPPORTA LA MIA CANDIDATURA

        Mandami la tua foto con la bandiera "Think Different"

Vi piace la mia idea e volete darmi una mano a diventare presidente degli U.S.A.? Scattate o fatevi scattare una foto con la bandiera "Think Different" e mandatemela, verrà aggiunta alle altre! Avete carta bianca, scegliete voi se essere da soli, con la vostra comitiva o col partner, in spiaggia o in città, di giorno o di notte. Basta che cliccate sul link in giallo qui sotto, salvate l'immagine che vi comparirà e stampatela su un foglio. Avrete pronta la bandiera! Questa iniziativa sta riscuotendo molto successo, sia tra gli utenti "live.spaces" che in siti esterni che mi hanno già contattato per espandere l'iniziativa. Io voglio però che rimanga una cosa nostra, circoscritta ai frequentatori di "msn live.space". Dai ragazzi, che se vengo eletto si fa una mega festa alla Casa Bianca!!! 

Ecco il link del logo, cliccateci su e si aprirà l'immagine:

 http://www.spaghettifile.com/data/2008_09_05/www.spaghettifile.com_img_244607.jpg

 

                   Aggiungi il banner nel tuo blog 

In alternativa alla foto, potete aggiungere questo piccolo banner nel vostro sito (creato su misura per la colonna laterale dei blog). Basta copiare e incollare il codice qui sotto nel vostro mudulo html.

                           

 

<a href=http://ammors.spaces.live.com title="Hosting Gratis SpaghettiFile.com"><img src="http://www.spaghettifile.com/data/2008_09_05/www.spaghettifile.com_img_243670.jpg" border="0" title=" THINK DIFFERENT " /></a>

               

                +++++++++++++++++++++++++++++++

Cliccate sul logo del mio "American Cat" per vedere l'album completo delle foto della mia campagna elettorale. 

                                       

                                  MORE PICTURES

August 25

Rock Fuckin' Blog

 

              

Ho creato questo premio perchè voglio ricompensare il lavoro fatto da tanti ragazzi e ragazze, che esternano nei propri blog l'amore per il ROCK in tutte le sue sfaccettature, dagli anni '60 ad oggi. E' ovvio che il blog non deve necessariamente parlare solo ed esclusivamente di rock. 

Il premio non viene assegnato secondo una votazione, sono io che decido di consegnarlo personalmente secondo diversi criteri di valutazione, che riguardano: 

CONTENUTI (biografie, testi di canzoni, citazioni, storia del rock o di un genere in particolare, approfondimenti e punti di vista sul mondo del rock, elenco album storici, etc..);

GRAFICA (album e foto sulla pagina principale, design e layout, colori, attinenza tra temi trattati e grafica complessiva del blog, etc..);

MUSICA & VIDEO (scaletta delle canzoni nell'mp3 player, originalità e qualità dei video).

Se volete farmi conoscere il vostro blog (o quello di un amico) che parla di rock o di un gruppo in particolare, basta che mi lasciate quì il vostro link e state certi che se ve lo meriterete riceverete il premio "Rock Fuckin' Blog" con le mie motivazioni.

                   Blog a cui ho già assegnato il premio

                      (Winners list - Just click their profile images)

            Fabio                 ϟ mάяgђє_♪           Jean Genie

                 

            Chelsea            Wayward Bill©            *INDIO*

                

 ι ℓσνє яσ¢к αи∂ яσℓℓ      Steve Harris      ¢ђΐđ®εŋ όƒ mετã

                 

        † • MIKE • †

     

August 22

Il futuro è adesso.

Qualche giorno fa, vagavo per le oscure acque di "Google immagini", in cerca di foto delle vecchie rappresentazioni teatrali del "Romeo e Giulietta" di Shakespeare.
Destino ha voluto che, tra i tanti Leonardo Di Caprio (?), mi sono imbattuto in una foto di un prototipo dell'Alfa Romeo del 1968 (quello che vedete nell'immagine sotto).
E così, il mio progetto di creare un album fotografico con le più belle foto scattate in scena, si è trasformato in qualcosa di inaspettato... una bellissima raccolta di Concept Car!
 
Chi di voi da piccolo non ha sognato di avere una macchina così? Ultra moderna e unica al mondo, un capolavoro artistico in ogni dettaglio.
 
E così, ho iniziato la mia ricerca spasmodica di altri modelli, giorni interi a cercare e a catalogare i modelli per anno di produzione (dettaglio fondamentale per apprezzare il "valore" dell'autovettura).
Mi sono imbattuto in veicoli futuristici d'altri tempi, e più andavo avanti nella ricerca più mi rendevo conto che in passato ci sono stati artisti che hanno usato lamiere e saldatrici invece che tela e pennelli.
Cliccate sulla foto del prototipo quì sotto e accederete direttamente alla bellissima galleria di Concept Car da me selezionate (dai primi di inizio '900 fino a quelli delgli anni '80).
Anche se non siete appassionati di motori (come me del resto) sono sicuro che vi sorprenderà...
  Click the image below to direct access the Concept Car Album
                         (Alfa Romeo Càrabo - 1968)
 
La concept car non è altro che un prototipo di autovettura, realizzato sulla base di un tema specifico, destinato a definire un nuovo concetto di utilizzo o il limite raggiungibile dalla tecnica nell'epoca in cui viene costruito, spesso senza tenere conto dei vincoli imposti dagli standard produttivi.

Normalmente i "concetti" in funzione dei quali vengono sviluppate le concept car sono di tipo funzionale come la sicurezza, i consumi, l'ergonomia, l'aerodinamica o il tipo d'impiego.

Le concept car vengono realizzate come prefiguratrici per nuovi modelli o per mostrare soluzioni di design o tecnologie avanzate che verranno adottate nella futura produzione della casa costruttrice.

August 07

Guestbook? No grazie.

               

                

Molta gente continua a scivermi chiedendomi il perchè non ci sia un Guestbook nel mio blog, e mi consiglia di aggiungerlo.

Il perchè sta nel piacere che provo nel leggere i vostri commenti ai miei interventi. Praticamente la totalità dei guestbook che ho visitato (e firmato) fino ad ora, sono strapieni di SPAM e/o messaggi senza alcun significato logico ne attinenza col contenuto del blog. E' vero, magari sono semplici saluti, che certamente gradisco, ma che spesso contengono gif o scritte glitterate che appesantiscono troppo l'apertura della pagina. Questo sempre per la logica dell'aumentare le visite al proprio blog. Per carità, anche a me fa piacere veder salire i numeri del contatore e anche io ho firmato decine di Guestbook.  Ma un blog nasce, o dovrebbe nascere, per la voglia dell'autore di esternare i propri gusti e tendenze, per far conoscere magari musica o argomenti nuovi, nuove forme di arte e di espressione, per confrotarsi su diversi argomenti, e tanto altro ancora...

Quindi, in virtù di ciò che ho appena detto, sono sicuro che chi vorrà salutarmi, o meglio, dire la sua sulla qualità del "Magical Mystery Blog" e dare un suo parere sugli argomenti da me trattati, troverà comunque il modo di farlo nonostante l'assenza del Guestbook.

State pur certi che anche lasciando un semplice commento, la tanta gente che visita questo blog, se vorrà, saprà come rintracciarvi, anche senza la vostra immagine-firma. Nella stessa direzione va la mia scelta di cominciare a selezionare gli inviti che mi giungono da gente che nemmeno si è degnata di scrivermi un banale "Ciao!".

Spero che comprendiate la mia scelta, voi che avete avuto la pazienza di leggere queste poche righe, è solo una questione di forma e di stile, niente più.

 

  Guestbook girl

        (Illusione ottica dovuta alla lettura di troppi Guestbook)

July 31

Test sulla religione

 

Il tuo risultato è Ateismo. Sei... ateo, anche se forse lo sapevi già. Inoltre, probabilmente ci sono molte persone che pregano per la tua anima quotidianamente. Piuttosto che essere "non religiosi", gli atesi credono fortemente nella non esistenza di un'entità superiore come Dio.

Ateismo

85%

Agnosticismo

80%

Satanismo

80%

Paganesimo

75%

Confucianesimo

65%

Buddismo

50%

Paranormale

45%

Islam

35%

Induismo

30%

Cristianesimo

20%

Ebraismo

0%

       Fai anche tu questo test:

         http://quizfarm.com/quiz_repository/Religion/157212/

        (Ringrazio sonia_lilith_666 per la segnalazione) 

                              
                        
 
    Questo blog non ti piace? Clicca sotto!
                                            ò

                           

                                       θέλημα

July 21

KEF'ART 2008 - Cefalù (PA)

LogoNegativo 1

             "L'evento più atteso dell'estate Cefaludese"
             
                   Rock, Arte e Moda, il 25 e 26 Luglio
                            al Lungomare di Cefalù.
 
        kef'art 2008
 
 
   Con la partecipazione straordinaria di Beavis and Butthead
 
       MySpaceAnimations.com 
 
Hanno scritto di noi:
July 13

Hai mai visto Gesù?

Una simpatica illusione ottica che finalmente consentirà anche agli atei di vedere Gesù!
Fissate i quattro puntini al centro dell'immagine qui sotto per
30 secondi. Poi girate subito lo sguardo verso la parete bianca accanto a voi e battete ripetutamente le palpebre...
Sarete testimoni di un'apparizione!!! Provatelo, funziona!
 
(Ringrazio Priscilla per la segnalazione)
 
 illusione ottica
 
Se non vedete niente, cliccate sull'immagine e riprovate nell'altra finestra.
 
Magical Mystery Blog
                  
                      L'algoritmo del prof. Pinetti
 
                          
 
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July 12

NEW YORK 2008

             
 
July 03

Le emozioni della musica

Premetto e ci tengo a precisare che quanto leggerete non è frutto di studi, di ricerche o di riferimenti ad altri articoli, ma della sola mia esperienza personale e confidenziale con la musica. Gli unici riferimenti “esterni” sono l’articolo di coda, e le righe, volutamente in corsivo, riguardanti la musicoterapia.


Dopo tanti mesi, dico la mia sul quesito che vi avevo posto, cioè sul perché la musica, o meglio l’ascolto di determinate canzoni, ci faccia emozionare.

Ho letto gli interventi che amici e sconosciuti hanno voluto lasciarmi a tal proposito.

Non potevano mancare i “fuori tema” di qualche simpaticone senza nome (Massimo), ma tutto sommato qualcuno è riuscito/a a sforzarsi e a scrivere qualcosa di sensato e attinente alla mia domanda, o quantomeno alla musica.

La prima cosa che ho appurato da quando sono stato sedotto della musica è che le nostre emozioni, quelle di ognuno di noi, non provengono logicamente dall’ascolto della stessa canzone o dello stesso artista che sia; voglio dire, non è che se si ascolta Francesco De Gregori viene la pelle d’oca e se si ascolta Nino D’Angelo si deve necessariamente star male. L’eccezioni a queste sensazioni opposte e assolute rappresentano la soggettività di ciò che la musica riesce a dare ad ognuno di noi, nel bene e nel male s’intende, così come del resto può anche lasciarci indifferenti.

E’ anche importante sottolineare che “l’ascoltatore non è necessariamente consapevole dell’effetto che la musica esercita su di lui” e che, come dimostrato da esperimenti di gruppo, “…le musiche producono il medesimo effetto in tutti gli ascoltatori, indipendentemente dal giudizio soggettivo sul tipo di emozione suscitata”.

Qua entriamo nel campo della musicoterapia però, una materia affascinante che coniuga psicologia e musicologia e che va oltre l’aspetto puramente emotivo, fino ad arrivare a quello fisico, medico e curativo del suono e della musica.

Ma non è di questo che vi parlerò, non ne sono ancora in grado, quindi mi limiterò ad analizzare gli aspetti emotivi puramente soggettivi della musica; se poi avrete la pazienza di arrivare fino alla fine di questo mio discorso, potrete leggere uno stralcio di un bellissimo articolo sugli studi musicoterapeutici, che in qualche modo andrà a compensare la mia carenza in materia, dandovi una visione completa del POTERE DELLA MUSICA.

Nel mio quesito (“Quando e perché la musica ci da emozioni?”) ero stato molto preciso, tutto l’articolo in pratica ruotava attorno al perché ascoltando una determinata canzone, ad un certo punto sentiamo come dei brividi, secondi o attimi in cui i peli delle braccia si drizzano velocemente per poi tornare subito alla normalità.

Vi faccio qualche esempio personale.

Io adoro la musica, fa parte di me da quando sono nato nello stesso modo in cui io facevo parte di mia madre quando mi aveva in grembo.

Nel mio caso la musica è sia madre, perché ha saputo insegnarmi molto, sia figlia, perché da musicista e compositore dilettante, ho saputo crearla e comprenderla.

Non ho pregiudizi musicali, ne di genere ne di artisti (a eccezione della musica neomelodica napoletana). Ma naturalmente ho i miei gusti, il metal in quasi tutte le sue sfaccettature, il rock e il progressive degli anni ’70, il beat e il country dei ’60, parte del pop degli anni ’80 non lo disdegno, ammetto anche che l’elettronica del terzo millennio ha partorito genialità compositive, e sebbene io non ascolti musica leggera, in questo genere ci sono perle musicali che vale la pena custodire per i posteri.

Ma siete sicuri di sapervi abbandonare davvero all’ASCOLTO di una canzone?

Perché questo è un passaggio fondamentale per poter arrivare a provare certe emozioni ascoltando “quella” canzone, e cioè essere in grado, per pochi minuti, di entrare in confidenza con lei, di ascoltarla in silenzio come quando la persona che amate vi sta parlando di una cosa molto importante, così lei si siede vicino a voi, e tenendovi per mano comincia a parlarvi.

È questo che fanno alcune canzoni, vi prendono per mano e chiedono di essere ascoltate veramente.

Una di queste è senza dubbio “io vorrei… non vorrei… ma se vuoi… di Lucio Battisti, o meglio del duo Battisti - Giulio Rapetti (in arte Mogol).

Sono 4 minuti e 34 secondi di splendida musica e di pura poesia, ma è soltanto al minuto1:14 che si scatena in me quell’emozione così forte da farmi venire la pelle d’oca, quando su quel lento e soffice crescendo di accordi di chitarra Battisti canta “Come può uno scoglio arginare il mare? Anche se non voglio, torno già a volare…” .

In queste parole e in queste note c’è l’essenza di quasi tutta la composizione musicale di Lucio Battisti e di Mogol.

È tanto semplice da capire quanto difficile da esprimere meglio di come hanno saputo far loro: è l’essere travolti dall’amore, da qualcosa che non si può opprimere, neanche con tutte le nostre forze, è semplicemente impossibile così come lo è per uno scoglio poter arginare il mare.

La quasi totalità della produzione musicale di Lucio Battisti ruota attorno a questo, ad un amore troppo forte per poter essere imbrigliato.

Ma di questo il merito va a Mogol, all’autore di tutti i testi, a uno dei più grandi poeti contemporanei.

Poi si sa, la vita di una persona così come la storia di una nazione è piena di coincidenze, e l’incontro tra Lucio Battisti e Mogol, a metà degli anni ’60, rappresenta per il popolo italiano la coincidenza più bella da quando inciampando, Mussolini cadde dal balcone e involontariamente s’impiccò! (non andò proprio così… ma fa lo stesso!).

Nessuno allora avrebbe mai immaginato che quel ragazzo timido che si nascondeva dietro uno scanzonato atteggiamento bullesco, un certo Lucio Battisti, da li a pochi anni sarebbe stato considerato il più grande compositore/arrangiatore italiano di tutti i tempi (che Giuseppe Verdi , Rossini e Paganini dormano in pace, il loro genio non si discute, ne tantomeno le loro composizioni possono o potranno ormai essere più paragonate con quelle a venire).

La collaborazione Battisti-Mogol durò 12 anni, anni in cui diedero alla luce decine di canzoni di altissima qualità lirico-compositiva.

Canzoni spensierate che chissà quante generazioni ancora faranno cantare; e altre, più impegnate volendo, che non smetteranno mai di far emozionare chi almeno per una volta nella vita ha avuto la fortuna di innamorarsi follemente.

Ma le parole servono a poco quando si parla di musica, quando si parla di certa musica, anzi, non servono affatto, basta soltanto abbandonarsi ad essa, farsi prendere per mano e ascoltarla in silenzio, con tutto il rispetto che meritano canzoni come “Emozioni”, “Amarsi un po’”, “Pensieri e parole”, “E penso a te”, “Mi ritorni in mente”, “I giardini di Marzo”, “Vendo casa” e “Il mio canto libero”, perché ragazzi, questa è arte nella sua più alta espressione, sono capolavori compositivi, perfetti in ogni particolare, che andrebbero messi accanto alla “Guernica” di Pablo Picasso o alla “9° Sinfonia” di Beethoven, e chi conosce bene, come me, la musica composta in quegli anni sa di cosa sto parlando, sa che in Italia (e non solo) Battisti era parecchi gradini sopra tutti gli altri, e se questo era già tangibile allora, oggi e col passare degli anni questa differenza non potrà che rafforzarsi.

Andiamo avanti. È fondamentale conoscere chi e cosa c’è dietro una canzone per poterla comprendere appieno.

Chi mi conosce bene, gli amici e le amiche, sanno che mi piace la musica a 360°, ma sanno anche che per me ci sono due pilastri fondamentali che la reggono, di uno ve ne ho parlato, Lucio Battisti, l’altro è un gruppo inglese, 4 ragazzi che con la musica sono riusciti a cambiare la mentalità, la moda, la cultura e lo stile di vita del pianeta Terra, trasformano il futuro in presente, semplicemente i Beatles.

Voi direte è facile, niente di nuovo, lo sanno tutti che Battisti è stato il miglior cantante italiano e che i Beatles, come li autodefinì John Lennon nel 1964, “Sono più famosi di Gesù”.

Per la cronaca, qualche giorno dopo Lennon fu praticamente obbligato a indire una conferenza stampa in cui, in teoria, avrebbe dovuto smentire la frase e placare così gli animi della stampa e di alcuni fan delusi, ma che in realtà ribadì con altre parole dicendo: “Intendevo dire che se vai in alcune parti del mondo e chiedi chi è Gesù, non è detto che lo sappiano, mentre se chiedi dei Beatles, sanno tutti chi sono”.

Questa nuova sortita fece imbestialire ancora di più i cattolici di mezzo mondo e i Beatles rischiarono anche la scomunica del Vaticano. Ma una cosa era certa, Lennon non si sbagliava e non si sarebbe sbagliato neanche oggi che i Beatles, tra album, singoli e raccolte, hanno abbondantemente superato 1 miliardo di copie vendute (che tradotto, significa che nel mondo, una persona su sei, ha un loro album originale); aggiungeteci le copie vendute dagli album sfornati nelle loro carriere soliste (tra cui il 45 giri di John Lennon “Imagine”, un incantevole inno anarchico, che oltre ad essere stata considerata la canzone più bella del ‘900 e anche il singolo più venduto nella storia della musica) e poi tirate le somme.

Ma cosa c’è dietro una “Leggenda del Rock”? Come si fa a diventare più famosi di Gesù?

La risposta è nella novità, nella fantasia,in una parola, nel genio che vi era dietro le loro canzoni e in parte anche dietro a ciò che hanno detto e fatto al di fuori del contesto musicale.

Certo, i tempi cambiano, i contesti sociali pure, ed anche per questo in futuro sarà impossibile assistere a qualcosa di lontanamente paragonabile al fenomeno Beatles.

Ho parlato di genialità. Ma come reagisce la gente di fronte al genio?

Anche questo è soggettivo naturalmente.

Io, in ambito musicale, ho una concezione di genialità che sta nel saper mettere le parole giuste sulle giuste note, intelligentemente arrangiate, e creare così quella perfezione sonora che è poi quella che ci fa venire i brividi mentre l’ascoltiamo.

E per il genio creare questa perfezione non è una sorpresa, lo è per l’ascoltatore, ma per lui no.

Così come Paul McCartney quando compose “Yesterday” , “Let it be”, “Michelle” o “Hey Jude” sapeva che sarebbero diventati “tormentoni” sempreverdi.

Perché, come lui stesso disse: “Quando scrivi una bella canzone, te ne rendi subito conto, già da quando ce l’hai in testa sai che diventerà una bella canzone”.

Un altro esempio è dato da Roger Waters, cantante/bassista dei Pink Floyd.

Era l’anno 1973, i Pink Floyd avevano appena finito di incidere “The dark side of the moon”.

Waters prese il nastro, lo portò a casa e fece ascoltare in anteprima l’album a sua moglie, lei ascoltò tutti i 10 pezzi e scoppiò a piangere.

Waters confessò poi alla moglie che durante l’incisione in studio di alcune parti dell’album, col basso tra le mani, lui stesso scoppiava in lacrime ed era costretto a fermarsi.

Fù dunque egli stesso la prima di 40 milioni di “vittime” che fece quell’album. Lui sapeva già che quell’album era un capolavoro, prima ancora che la critica di tutto il mondo lo definisse tale e prima ancora che canzoni come “Us and them”, “Time” e “The great gig in the sky” ci avrebbero fatto viaggiare e conoscere il lato oscuro della luna, quello che prima dall’ora non avevamo potuto vedere.

Tornando ai Beatles, io non so se parlare di coincidenza, di destino o non so cosa, ma certo trovare nello stesso gruppo due persone come John Lennon e Paul McCartney è ben più che un colpo di fortuna.

Metteteci al fianco un chitarrista avanguardista come George Harrison, e un simpatico ed estroverso batterista come Ringo Starr, e il gioco è fatto.

Se Lennon ed Harrison non ci avessero lasciato prematuramente, e oggi i Beatles si fossero riuniti, probabilmente avrebbero venduto 100 milioni di copie con un album in cui si potevano udire solo urla e bestemmie.

Questo è il fenomeno Beatles, la Beatlesmania, un fenomeno che ormai ha assunto dimensioni inimmaginabili, e che spesso in passato ha sconfinato dai territori prettamente musicali per scaturire in episodi di massa fuori da ogni logica, veri e propri deliri che hanno coinvolto i 5 continenti.

Non è facile da spiegare come in soli 8 anni di carriera, dal ’62 al ’70, i Beatles abbiano potuto far tanto.

Io posso solo supporre che la gente quando si rende conto di trovarsi davanti a qualcosa di estremamente geniale, a qualcosa che rompe tutti gli schemi del passato, si trova impreparata, non sa come reagire, ma sente la necessità di farlo.

Già nel 1964 non faceva più neanche scalpore vedere centinaia di fan in delirio (nel vero senso della parola) con le ciocche di capelli tra le mani dopo esserseli strappati alla visione dei Beatles; o vedere interrotti numerosi concerti (che in media duravano soltanto 30 minuti) perché a causa delle grida dei fan i Beatles non riuscivano a sentire cosa stessero suonando, con McCartney che urlava al microfono: “Ragazzi, se gridate non riusciamo a sentirci, non possiamo suonare, smettetela” ma non c’era niente da fare, sospendevano il concerto tra grida e sporadici tentativi di suicidio.

C’era chi si arrampicava fino alla finestra del 4° piano dell’albergo per introdursi nella loro camera, rischiando la vita a 20 metri dal suolo.

McCartney ci scrisse una bellissima canzone su questo episodio: “She came in trough the bathroom window” (Lei si è introdotta dalla finestra del bagno).

C’è addirittura chi ha ucciso e chi è stato ucciso in nome dei Beatles. Come Charles Manson che trucidò la moglie del regista Roman Polaskj, scrivendo col suo sangue nel muro “Helter Skelter”, canzone dei Beatles che a suo dire gli aveva “suggerito” il massacro.

Ci fu anche chi, un certo Mark Chapman, incontrò John Lennon per strada, si fece firmare un autografo e poi gli sparò in testa uccidendolo sul colpo, soltanto per avere il prestigio del suo ultimo autografo.

Così come ci fu chi una notte si introdusse nel castello dove viveva George Harrison, evitò le guardie e i cani, salì nella camera da letto al terzo piano e mentre dormiva gli piantò un coltello allo stomaco.

Si salvò per miracolo, ma morì qualche anno dopo per un tumore.

La maledizione dei Beatles la chiamarono.

C’erano anche migliaia di giovani cattolici americani che per anni bruciarono per strada migliaia di copie dei loro dischi e di libri a loro dedicati, delle vere e proprie sette di anti-beatlesiani.

Il “divenire pazzi” per i propri idoli ebbe lì il suo apice, ma tutto ciò non ha niente a che fare con la musica ed è come minimo restrittivo parlare dei Beatles in questi termini, come spesso invece si fa da 40 anni, concentrando l’attenzione sulla reazione dei fan ai concerti, sui messaggi subliminali che si celavano dietro le loro canzoni e le copertine degli LP, sul loro uso dell’LSD, sui misteri attorno la presunta morte di Paul McCartney nel 1966 e conseguente sostituzione con un sosia (ragazzi questa è una storia davvero assurda, ma ve ne parlerò un’altra volta), sulle canne che si fumarono nei bagni di Buckingham Palace nell’attesa di incontrare la Regina, e via dicendo…

Internet è stracolma di siti dedicati al mito e al mistero dei Beatles, e nonostante all’inizio può far sorridere leggere certi loro aneddoti, peraltro molto frequenti, poi fa un po’ di rabbia vedere che un sito che analizza le loro canzoni ha la metà degli accessi del sito dedicato ai misteri che ruotano attorno i Beatles.

Questo è il mio punto di vista, cadere in banalità, essere superficiali e non rendersi conto di minimizzare la loro impareggiabile PRODUZIONE ARTISTICA.

Parlare ancora oggi della presenza di Aleister Crowley, di Edgar Allen Poe, di Marilyn Monroe o di Karl Marx nella copertina di “Sgt. Pepper's lonely hearts club band”, o della targa della macchina parcheggiata dietro i Beatles nella famosissima copertina di “Abbey Road” o ancora della maschera da tricheco (Walrus) che indossava John Lennon (o era Paul McCartney?) nella copertina di “Magical mystery tour” è da romanzo giallo, non da discussione musicale. E’ interessante si, ma in sostanza serve a poco.

Ma i Beatles, fortunatamente, non erano scrittori, e se volete farvi un’idea di loro, non cercate in internet, non perdetevi nei soliti “copia e incolla” di sedicenti ammiratori, ma fate come vi suggerisco: come prima cosa, potreste chiamare Media Shopping e farvi mandare quel famoso cofanetto di 7 cd con la migliore musica degli anni ’60, indubbiamente bella musica, che ascolto spesso anche io. Attendete qualche giorno che il postino vi consegni il pacco, scartatelo e lasciate che la musica dei 7 cd sia da colonna sonora per la settimana a venire. Vi imbatterete nei grandi Rolling Stones, Bob Dylan, Elvis Presley, Doors, Beach Boys, Santana, Jefferson Airplane, Jimi Hendrix, Mama’s and Papa’s, Chuck Berry , Simon & Garfunkel, Lovin' Spoonful, Creedence Clearwater Revival, Donovan, etc.. etc..

Se siete fortunati, ascolterete canzoni bellissime e altrettanto famose come la ritmata “Satisfaction”, la riflessiva “Knockin' on heaven's door”, la romantica “Love me tender”, la psichedelica “Light my fire”, la nostalgica “California dreamin’” e l’elettrica “Foxy lady”.

Poi andate in un negozio di dischi e acquistate qualcuno tra i seguenti album dei Beatles: l’omonimo o il cosiddetto “White album”, “Sgt. Pepper's lonely hearts club band”, “Abbey Road”, “Magical mystery tour” e “Revolver”. Tornate a casa, dite a vostra madre di non disturbarvi durante la lezione e ascoltate “Because”, “Eleanor Rigby”, “Girl”, “Strawberry field forever”, “Tomorrow never knows” , “The fool on the hill”, “Dear prudence”, “Blue jay way “, “Golden slumbers”, “Being for the benefit of Mr. Kite!”, “Something”, “A day in the life”, “Norwegian wood” e “Within you without you”, giusto per citarne alcune. Solo allora potrete comprendere chi erano realmente i Beatles e cos’è la musica che ascoltate oggi.

Dei Beatles comunque ve ne parlerò ampiamente in uno dei prossimi interventi che aggiungerò sul blog, facendo anche un’analisi prettamente tecnica delle loro composizioni, analizzando canzone per canzone, secondo per secondo, illustrando e motivando dove, secondo me, si nascondeva la loro genialità.

Tornando al discorso prettamente emotivo, ci sono molte canzoni dei Beatles che mi regalano quei secondi di brividi, e seppure l’inglese non sia la mia lingua madre la comprendo abbastanza da rendermi conto quando si crea quell’alchimia perfetta tra musica e parole, ed è fondamentale questo, perché nessun testo, se tradotto, renderà mai l’idea come in lingua originale (basti solamente pensare alle rime che inevitabilmente scomparirebbero e che sono caratteristica basilare della maggior parte delle liriche).

Ma la cosa che mi ha fatto innamorare dei Beatles è la musica prima di tutto, gli straordinari arrangiamenti degli strumenti e dei cori, le orchestrazioni, le innovative sequenze di accordi, il passare dai tempi pari a quelli dispari, da accordi maggiori a minori e viceversa, dando quasi due volti alla stessa canzone, e creando quello stile che ancora oggi distingue la loro musica, tristezza e malinconia a cui si susseguono speranza e gioia, tanto nei testi quanto nelle musiche.

E così ad esempio, quando ho ascoltato per la prima volta “We can work it out” (“Life is very short and there's no time for fussing and fighting, my friend. » ) mi sono commosso, e fu tanti anni fa, quando studiavo sui libri ascoltando “Chaos A.D.” dei Sepultura e mi addormentavo con “Kill ‘em all” dei Metallica.

Mi sono quindi avvicinato ai Beatles nel momento meno propizio e più inaspettato della mia nascente cultura musicale, ma è certamente merito loro se adesso la musica riesco a viverla e a comprenderla veramente, se ho imparato ad ascoltarla in modo diverso, facendo attenzione ai singoli strumenti, agli arrangiamenti, ai cambi di tempo etc etc…

Ed è sempre merito loro (e anche del filosofo Marco Cicìo veramente) se ho avuto “il coraggio” di avvicinarmi a gruppi storici come i Black Sabbath, i Led Zeppelin o i Deep Purple.

Ci vollero pochi mesi perché diventassi anch’io “pazzo” per i Beatles, e da lì, iniziò il mio amore per la musica, e la mia infinita ricerca ed esplorazione di essa.

E oggi, vagando da artista ad artista, da album ad album, ascoltando tantissima roba diversa, mi rendo conto di quanto sia affascinante questo mondo, di come l’essere sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di veramente bello, ti stimoli ad addentrarti sempre di più, scavando indietro nel tempo e cercando di immaginarti come sarà il panorama musicale futuro.

È ovvio che abbiamo tutti la necessità del nuovo, di cambiare musica dopo un certo periodo e magari di riprenderla ad ascoltare nuovamente dopo anni di dimenticatoio.

Ciò vuol dire che se in questo periodo della mia vita ascolto spesso che ne so, Eric Clapton, Thin Lizzy, James Taylor, Procol Harum, Frank Zappa, Kansas, Dream Theater o la Premiata Forneria Marconi, non escludo che tra un anno loro possano finire momentaneamente in soffitta per la mia necessità di altra musica.

Quindi se oggi , quando ascolto “io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…” di Battisti mi vengono i brividi, questo non vuol dire assolutamente che sarà così per sempre.

E questo proprio perché abbiamo sempre bisogno di emozioni nuove, come nella vita anche nella musica, e perché ogni emozione è legata ad un certo periodo della nostra vita.

Ed è per questo che certe canzoni, certi album, li ricolleghiamo a quel determinato periodo o a quel determinato evento, come se facessero da perfetta colonna sonora al ricordo di quegli anni o di quei momenti trascorsi.

Qui sta la differenza tra il provare i brividi per una bella canzone, che ti emoziona per quello che è, e una canzone che ti emoziona per quello che rappresenta, perché ti identifichi nel testo o perché magari ti ricorda qualcosa che hai vissuto di persona.

In questo contesto, la musica ha la capacità di esaltare i sentimenti che proviamo, l’amore in primis, anzi più che altro la nostalgia per un amore che non c’è più.

Alcuni esempi sono dati da classici della nostra tradizione musicale come “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni (“.. mi manca da morire adesso che saprei cosa dire…”) o “E penso a te” di Lucio Battisti (“..è troppo grande la città per due che come noi non sperano però si stan cercando…” ), ma anche dalle recenti “Mai più noi due” di Dolcenera (“..sono destinata ad amarti per sempre…”) o “Sempre” di Lisa (“..la tenerezza, la nostalgia, il rimpianto, la poesia.. quante cose sei questa sera tu…”).

Sono, per struttura, canzoni diverse tra loro, ma con in comune il rimpianto, lo strazio quasi, del pensare sempre a quell’amore che non c’è più, a com’era e a come poteva essere.

A parte il rispetto che provo per la musica di Battisti, non sono certo un fan affezionato di Baglioni, ne tantomeno di Dolcenera o di Lisa, ma obbiettivamente credo che quelle sopra citate siano delle canzoni bellissime, proprio perché sono riuscite a combinare musica e parole creando l’atmosfera più idonea al concetto che stanno esternando all’ascoltatore.

Ma anche l’amore nascente, quello che si prova nel primo periodo della relazione, o l’amore che si sta vivendo sono altrettanto decantati.

Ad esempio “Un’avventura” del solito Battisti, “Tu” di Umberto Tozzi, o “L’emozione non ha voce” di Adriano Celentano, criticabile forse a tratti per la musica troppo cadenzata, ma con un testo, ad opera (neanche a dirlo) di Mogol, veramente bello.

Mai come nel caso delle canzoni d’amore, l’emozioni che proviamo all’ascolto dipendono da ciò che abbiamo vissuto in prima persona.

Naturalmente se la mia ex non ha mai indossato una maglietta fina e aderente, non mi verranno mai i brividi ascoltando l’inizio di “Questo piccolo grande amore”, giusto per fare un banale esempio.

Poi ci sono quelle canzoni, come dicevo prima, che suscitano delle emozioni forti per quello che hanno rappresentato in un determinato periodo della nostra vita, che consideriamo “nostre”, che ormai fanno parte di noi.

Anche questo ovviamente è soggettivo.

Di questa mia personale categoria ad esempio fanno parte “Gymnopedie” di Eric Satie, bellissima canzone strumentale, così come “By this river” di Brian Eno, canzoni che ancora oggi suscitano in me forti emozioni ed è ovvio che sarebbe da stupidi pretendere che anche i miei amici si commuovano all’ascolto di questi brani, semplicemente perché non gli appartengono, non fanno parte della loro vita.

Ci sono poi canzoni come “Cryin’” degli Aerosmith, “Hotel California” degli Eagles, “Patience” dei Guns n’ Roses o “Big long now” dei Nirvana che mi danno dei brividi particolari non tanto per la loro fattura, quanto per il ricollegarle alla mia adolescenza.

Ci sono anche emozioni che provo in quanto musicista. Ad esempio quando ascolto a tutto volume “The trooper” degli Iron Maiden e penso all’idea di esserci io alla batteria, sul palco davanti a 300 mila persone, mi vengono i brividi. Ugualmente mi accade quando ascolto certi virtuosismi “batteristici” di Mike Portnoy in “The dance of eternity”dei Dream Theater, di Lenny White in “Medieval overture” dei Return to Forever o di Franz Di Cioccio in “La carrozza di Hanz” della PFM.

E per finire, ci sono canzoni a cui collego, con molta fantasia, certe situazioni mai vissute, come in un film di cui sono protagonista, e così capita di immaginarmi una notte, mentre vago in macchina per le strade deserte di New York con la radio che suona “Once upon a long ago” di Paul McCartney.

Quello che la musica può fare…” cantava Max Gazzè.

In conclusione, e in considerazione di tutto ciò che ho detto, posso tranquillamente affermare che la musica è un’arte che merita rispetto tanto quanto la pittura, la poesia e l’architettura, ma con il vantaggio di essere immediata e accessibile a tutti, sempre e in ogni luogo.

Non occorre quindi essere musicisti o musicologi per capire la musica, basta solo abbandonarsi ad essa e imparare a guardarla con occhi diversi.

David                       
                     

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Vi riporto di seguito parte dell’articolo tratto da: www.musicotherapy.it

I primi studi sulle risposte emotive alla musica risalgono al 1936, quando la psicologa e musicologa Kate Heiner dimostrò che vi sono due elementi essenziali che il nostro cervello utilizza per elaborare una risposta emozionale alla musica: il MODO, cioè la tonalità (Maggiore/minore), e il TEMPO, cioè la velocità di esecuzione (Veloce/lento).
Si è così notato che dalla combinazione del modo e del tempo l’uomo ricava delle emozioni che possiamo definire UNIVERSALI.

La chiave di lettura è la seguente:

Modo maggiore/tempo lento = serenità

Modo maggiore/tempo veloce = allegria, euforia, esaltazione

Modo minore/tempo lento = tristezza, malinconia

Modo minore/tempo veloce = paura, dramma, angoscia

 

Che queste risposte emotive siano comuni a tutti, è dimostrato da un altro importante esperimento compiuto in tempi più recenti all’università di Montreal da Isabelle Peretz: questa studiosa ha registrato le modificazioni indotte dalla musica su vari parametri fisiologici, come la pressione del sangue, la frequenza cardiaca e la conduzione elettrica della pelle (la cosidetta reazione elettrodermica).
In questo esperimento un gruppo di soggetti è stato sottoposto all’ascolto di diversi brani musicali che erano classificati come allegri, sereni, paurosi, tristi.
Ebbene, si è dimostrato che le musiche producevano il medesimo effetto in tutti gli ascoltatori, indipendentemente dal giudizio soggettivo sul tipo di emozione suscitata.
Ad esempio i brani classificati come paurosi erano quelli che determinavano la maggiore reazione cutanea, caratterizzata da un rilevante incremento della sudorazione.
Il fatto che queste risposte fisiologiche siano indipendenti dai giudizi soggettivi dimostra che l’ascoltatore non è necessariamente consapevole dell’effetto che la musica esercita su di lui e ci fa intravedere quale potere la musica abbia sui nostri comportamenti.


La musicoterapia è una tecnica che utilizza la musica come strumento terapeutico, grazie ad un impiego razionale dell’elemento sonoro, allo scopo di promuovere il benessere dell’intera persona, corpo, mente, e spirito.

Oggi la musicoterapia viene impiegata in diverse campi, che spaziano da quello della SALUTE, come prevenzione, riabilitazione e sostegno, a quello del BENESSERE al fine di ottenere un migliore equilibrio e armonia psico-fisica.

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June 30

La canzone perfetta

Quando (e perché) una canzone ti da emozioni?

 

Da amante e studioso della musica, nonché da musicista, vorrei porre anche a voi questa "semplice" domanda. Vi sarà capitato di sicuro nell'arco della vostra vita di ascoltare un pezzo che per un attimo vi abbia fatto venire la "pelle d'oca", vi abbia improvvisamente commosso quasi, come un brivido che vi attraversava l'anima, per pochi secondi, mentre ascoltavate QUELLE note o QUELLE parole...

Cos'è che succede in quei secondi? Cos'è che provoca quel brivido alle braccia? La mia non è una domanda per conoscere gli effetti della musica sui vostri sentimenti, perchè più o meno sono gli stessi per tutti, ma più che altro vi chiedo perchè questo accada sempre in quei secondi di canzone? Beh perchè è proprio così, fateci caso, non è la canzone nella sua interezza a farci venire la pelle d'oca, sono piccole parti all'interno di essa, sempre le stesse, ad emozionarci. 3 secondi soltanto forse, a volte nascosti dentro svariati minuti, solo 3 secondi in cui le note (la musica) e il testo (la poesia) ci regalano la nostra PERFEZIONE ARTISTICA, l'unica in grado di farci piangere di bellezza, un evento raro, rarissimo se teniamo conto di quanta musica ascoltiamo e abbiamo ascoltato. Altri quesiti dunque: sono eventi oggettivi o soggettivi? Dipendono dal nostro stato d'animo o no? Ditemi la vostra insomma, sarei curioso se mi portaste degli esempi concreti, non so, il titolo di una canzone, il momento del brano in cui avviene la "magia", se è una parte strumentale o cantata... etc etc... Vi chiedo di essere minuziosi (e sinceri) nel rispondere. Per non rendere troppo pesante questo primo mio BLOG musicale, vi alleggerisco il compito chiedendovi di inserire a fine intervento i 5 brani (più autori) che vi hanno fatto pensare almeno una volta "questa è la canzone più bella del mondo!!!" (i vostri 5 gioiellini va!). Spero risponderete numerosi, ci tengo molto a sapere la vostra su un "argomento" che in musica reputo davvero importante. David

 

 
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Grazie Richard.

15 Settembre 2008 - Mi sembrava doveroso rendere onore a Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd deceduto oggi dopo una breve lotta contro il cancro. Si dice che era un bravo ragazzo, dal carattere un po' schivo e distaccato, ma con un animo gentile... A me, che non ho avuto la fortuna di conoscere, piace ricordarlo per il suo lavoro di musicista e compositore, che ha contribuito a rendere il suono dei Pink Floyd unico e distinguibile in tutto il mondo. Mi piace ricordare i suoi fraseggi al piano e le sue orchestrazioni alle tastiere che mi hanno fatto commuovere in brani come "Us and them" o "The great gig in the sky". Oggi il mondo ha perso un grande uomo e un grande musicista.

♪ Flower power ♪

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NEON FLUX (La mia band)

 
Ne vale davvero la pena perdere qualche minuto su eMule per scaricare queste canzoni. Non sono di quelle che si ascoltano abitualmente alla radio, in discoteca o al pub di turno, ed è per questo che ci tengo a farvele conoscere. Ad alcuni di voi sembreranno troppo malinconiche o eccessivamente mielose, ad altri pallose o da suicidio, altri le ascolteranno solamente in dolce compagnia... e ad altri, come a me, piaceranno per quello che sono, delle canzoni belle e ben fatte, da ascoltare quando se ne ha voglia. Terrò aggiornato questo spazio naturalmente, c'è tanta buona musica che dovete ancora scoprire...

Quando il genio si fa musica

 

Cefalù: "Piove sul bagnato"

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Voyager RAI 2 - Aleister Crowley a Cefalù

 

Blogintern, la quarta internazionale.

"The Visitors" - Le mie avventure nel web.